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martedì 25 aprile 2017

Gli autori di Star Trek Discovery appoggiano il sindacato: il 96% è favorevole allo sciopero.

Il WGA, sindacato Americano degli autori, ha appena annunciato i risultati della votazione online fra i suoi iscritti per ottenere o meno l'autorizzazione allo sciopero: il 96% dei votanti è favorevole ad adottare questa misura (percentuale maggiore al 90% registrato ai tempi del precedente sciopero, nel 2007).

Questo voto darà al WGA una carta negoziale in più per trattare con l'AMPTP (che rappresenta studi di produzione e produttori).

Anche alcuni degli autori attualmente al lavoro su Star Trek Discovery hanno espresso via Twitter il loro appoggio alla battaglia del sindacato.




I negoziati sono tutt'ora in corso dopo lo stop della scorsa settimana, servito al sindacato proprio per sondare l'umore degli iscritti. I contratti attualmente in vigore scadranno alla mezzanotte del 1° maggio e le parti interessate dovranno raggiungere un accordo entro quella data o, già dal 2 maggio, gli scrittori potrebbero entrare in sciopero.


l'AMPTP ha comunicato che:


Le Compagnie sono impegnate per giungere ad un accordo al tavolo contrattuale, che permetta all'industria di andare avanti. Lo sciopero del 2007 ha danneggiato tutti.



I punti caldi riguardano compensi e assistenza sanitaria per gli autori. In particolare, la rinegoziazione dei compensi, secondo la WGA, deve tenere conto della profonda trasformazione subita dal mercato televisivo negli ultimi dieci anni: oggi ci sono serie TV con meno episodi a stagione e si assiste ad un marcato aumento di show non più trasmessi da emittenti tradizionali, bensì via streaming.

Queste caratteristiche, in effetti, si applicano perfettamente alla nuova serie Star Trek Discovery che verrà trasmessa in streaming e avrà stagioni da 13 episodi tanto che, durante le votazioni online degli iscritti al sindacato, alcuni autori di DSC (tra i quali Bo Yeon Kim e Sean Cochran) hanno espresso la loro solidarietà alla causa su Twitter.

Persino il Produttore Supervisore della nuova serie, Ted Sullivan, ha invitato i colleghi a votare per il "si" e lo stesso Nicholas Meyer (sotto le mentite spoglie del suo cane Stella, che ha un account su Twitter) ha dichiarato:


Non lo dimenticate: senza qualcuno che scriva programmi per il Ponte Ologrammi, il Ponte Ologrammi è praticamente inutile.





Ma cosa succederebbe a Discovery in caso di sciopero?
La produzione della serie è iniziata a fine gennaio ed è ancora in corso, con una manciata di episodi effettivamente girati. Gli autori hanno lavorato sodo in quest'ultima settimana, proprio per far fronte ad un possibile sciopero. Naturalmente, smetterebbero di lavorare se si arrivasse allo sciopero ma potrebbero utilizzare i copioni già completati.

I membri del sindacato autori che fossero anche produttori, come gli showrunner Aaron Harberts e Gretchen J. Berg, potrebbero continuare a svolgere le loro mansioni da produttori, ma non potrebbero apportare alcuna modifica alle sceneggiature.

Non sappiamo quante sceneggiature saranno effettivamente completate entro la scadenza del contratto attuale, ma certamente non sarebbero sufficienti a coprire l'intera stagione e - nel caso di uno sciopero prolungato - la CBS si ritroverebbe senza materiale da girare e sarebbe costretta a posticipare ancora il debutto di DSC (al punto che non è difficile ipotizzare che la CBS non abbia ancora formalizzato una data, proprio temendo le conseguenze di uno sciopero).

Non è la prima volta che la produzione di Star Trek fronteggia uno sciopero degli autori.

Nel 1973, la Serie Animata ne ha in effetti tratto beneficio, perché lo sciopero non si applicava ai prodotti d'animazione e questo ha attirato verso la serie forse il miglior gruppo d'autori che un cartone animato avesse mai avuto.

Un altro sciopero fu indetto nel 1988 e durò per cinque mesi, andando ad impattare con la seconda stagione di Star Trek: The Next Generation che, infatti, conta 22 episodi invece dei canonici 26. In quell'occasione i produttori furono anche costretti a riadattare per TNG un copione inutilizzato, scritto per la mai nata serie Phase II degli anni '70. La storia aveva per protagonisti Decker e Ilia, ma fu abbastanza facile ricamarla sopra Riker e Troi: l'episodio era Il bambino.  

Lo sciopero posticipò di due settimane la messa in onda della seconda stagione di TNG e la Paramount corse ai ripari trasmettendo, al posto della serie, un extra di due ore intitolato La saga di Star Trek: Da una generazione all'altra, che era sostanzialmente uno speciale sul primo episodio pilota di Star Trek, Lo Zoo di Talos.

Lo sforamento nel budget (anche questo attribuito allo sciopero del '88) costrinse inoltre la Paramount ad apportare pesanti tagli ai fondi per l'ultimo episodio della seconda stagione. Come risultato gli spettatori dovettero sorbirsi il deprecabile episodio Ombre dal passato, l'unico di tutto il franchise composto quasi interamente da spezzoni di altri episodi.

Lo sciopero dell'88 ebbe conseguenze anche sul film Star Trek V: L'ultima frontiera che si trovava in fase di pre-produzione e si ritiene abbia influito sugli scarsi risultati al botteghino.


L'ultimo sciopero indetto dal WGA durò tre mesi, tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008. Cominciò subito dopo che il copione per il film Star Trek (2009) fosse ultimato e buona parte del film venne girato proprio durante la protesta, impedendo di fatto ogni modifica dell'ultim'ora alla sceneggiatura (cosa che il regista J.J. Abrams subì con una certa frustrazione).



Fonte: TrekMovie



SUPPLEMENTO


Fortunatamente lo sciopero è stato scongiurato e la produzione di Star Trek Discovery può proseguire senza intoppi!

Maggiori dettagli qui!




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